Dopo il trionfo del Canale di Suez, il diplomatico francese Ferdinand de Lesseps decise di replicare il successo a Panama. I francesi crearono la Compagnie Universelle du Canal Interocéanique e iniziarono i lavori nel 1881. Tuttavia, il progetto francese fallì per tre motivi principali:
Geografia e Clima: A differenza di Suez (sabbia e pianura), Panama era giungla fitta, montagne e rocce durissime.
Malattie: La febbre gialla e la malaria uccisero oltre 20.000 lavoratori. All'epoca non si sapeva che fossero trasmesse dalle zanzare.
Errori Ingegneristici: De Lesseps insisteva per un canale "a livello del mare" (senza chiuse), un'impresa quasi impossibile data l'altimetria del terreno.
Il fallimento francese portò a uno scandalo finanziario enorme in Francia. Gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Theodore Roosevelt, videro l'opportunità.
Panama nasce come Stato nel 1903 grazie a un’operazione diretta degli Stati Uniti. All’epoca il territorio era colombiano: Washington sostiene e protegge militarmente la secessione, impedendo a Bogotá di reagire. In cambio, il nuovo Stato panamense firma il trattato Hay–Bunau-Varilla, che concede agli USA il controllo perpetuo della Zona del Canale, di fatto uno Stato nello Stato. Bunau-Varilla era un cittadino francese coinvolto originariamente nella costruzione del canale da Ferdinand de Lesseps.
Dal 1914 al 1977 il Canale è americano non solo nella gestione, ma nella sovranità: basi militari, amministrazione separata, giurisdizione USA. Panama è formalmente indipendente, ma strategicamente subordinata. Ogni tentativo di rinegoziazione viene represso o neutralizzato.
Negli anni della Guerra Fredda, Washington usa Panama come piattaforma militare e di intelligence per l’America Latina. Gli Stati Uniti appoggiano dittatori “utili”, finché lo sono. È il caso di Manuel Noriega: prima collaboratore della CIA, poi nemico quando diventa ingovernabile. Nel 1989 gli USA invadono Panama con l’operazione Just Cause: migliaia di morti civili, arresto di Noriega, governo sostituito. L’intervento viene giustificato come difesa della democrazia e della sicurezza del Canale. Noriega sosteneva che gli Stati Uniti volevano installare un governo "fantoccio" per mantenere il controllo sul Canale di Panama oltre il termine del 1999 stabilito dai trattati.
I trattati a cui Noriega (e l'opinione pubblica panamense) facevano riferimento sono i Trattati Torrijos-Carter, firmati il 7 settembre 1977 dal leader panamense Omar Torrijos e dal presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter.
Questi accordi furono storici perché posero fine alla gestione perpetua degli Stati Uniti sul Canale e sulla zona circostante.
Ecco i punti chiave stabiliti dai trattati:
Il termine del controllo statunitense (31 dicembre 1999) - Il trattato principale stabiliva che a mezzogiorno del 31 dicembre 1999, gli Stati Uniti avrebbero dovuto consegnare il controllo completo del Canale a Panama. La "Zona del Canale" (una striscia di terra sotto giurisdizione USA che tagliava in due il Paese) sarebbe cessata di esistere, diventando territorio sovrano panamense.
La creazione della Commissione del Canale - Per il periodo di transizione (1979-1999), il Canale sarebbe stato gestito da un'agenzia governativa statunitense binazionale, la Panama Canal Commission. Gradualmente, il numero di dipendenti panamensi doveva aumentare fino a quando la gestione non fosse passata interamente nelle mani del governo locale.
Trattato sulla Neutralità Permanente - Esisteva un secondo trattato, spesso oggetto di controversie, che garantiva la neutralità del Canale a tempo indeterminato. Questo accordo dava agli Stati Uniti il diritto di intervenire militarmente (anche dopo il 1999) se la neutralità o l'operatività del Canale fossero state messe a rischio da minacce esterne o instabilità interna.
Le affermazioni di Manuel Noriega si inseriscono proprio nelle tensioni degli anni '80:
La tesi di Noriega: Egli sosteneva che gli USA stessero cercando un pretesto per annullare i trattati o per installare un governo "fantoccio" che permettesse il mantenimento delle basi militari americane oltre la scadenza del 1999.
La posizione USA: Washington accusava Noriega di narcotraffico e violazioni dei diritti umani, sostenendo che la sua dittatura mettesse a rischio la sicurezza del Canale e la transizione democratica prevista dagli accordi.
L'invasione statunitense del 1989 (Operazione Just Cause) rimosse Noriega, ma nonostante i timori dei nazionalisti panamensi, gli Stati Uniti rispettarono i trattati. Il 31 dicembre 1999 il Canale passò effettivamente a Panama, che da allora lo gestisce attraverso l'Autorità del Canale di Panama (ACP).
È una svolta storica, ma non una liberazione totale. Da allora l’ingerenza statunitense cambia forma: meno soldati, più pressione diplomatica, finanziaria e geopolitica. Ogni presenza di attori non allineati - oggi soprattutto la Cina - viene letta come una minaccia strategica.
In sintesi: Panama non è mai stata una colonia ufficiale, ma lo è stata di fatto. Prima con le cannoniere, poi con i trattati, oggi con il controllo delle rotte, dei capitali e delle alleanze. Il Canale resta il cuore di tutto: chi lo controlla, influenza il commercio mondiale. E gli Stati Uniti non hanno mai smesso di considerarlo un interesse vitale.
La storia delle ingerenze statunitensi su Panama è una sequenza quasi continua di interventi politici, militari ed economici, legati a un unico interesse strategico: il controllo del Canale di Panama.